Quando ho tempo mi diverto a dare un'occhiata su Yahoo Answer alla sezione dedicata alle Arti Marziali (ecco il mio profilo).
A volte è da lì che prendo degli spunti per i miei articoli.
Ho trovato alcune domande che chiedevano, come al solito, quale fosse l'arte marziale migliore.... ma anche che fosse la meno faticosa!
La meno faticosa.... bah!

Mi ricordo che nella mia prima lezione di teoria sulle arti marziali, ben 26 anni fa, mi colpii il fatto che uno dei principali significati relativi all'ideogramma rappresentante il Kung Fu fosse "duro lavoro", "arte che si conquista".
Per essere più precisi, l'ideogramma Kung Fu può essere scisso in:
KUNG = Sacrificio, Duro Lavoro, Fatica Sudore, Potenza.
FU = Uomo, Tigre
Quindi KUNG FU = Uomo lavoratore, Duro lavoro, Arte da sudare, Grande volontà, Grande fatica, Arte che si conquista con fatica e sacrificio, potente tigre.

Purtroppo è tipico della società odierna cercare "la via più semplice", "la via meno faticosa".
Posso imparare le arti marziali da un libro?
Posso impararle giocando alla PS4?
Qual'è la tecnica segreta per farmi diventare invincibile subito, immediatamente?
Per fortuna, per imparare veramente una arte marziale, bisogna avere pazienza, passione, conquistarsela con fatica, sudore, impegno.
La soddisfazione di esser riuscito a portare quella tecnica finalmente in maniera corretta in combattimento non sarebbe tale se non ci fossero dietro migliaia di ripetizioni di quella stessa tecnica in allenamento.
Condividere con i vostri compagni di pratica la fatica dell'allenamento forgia il fisico ma anche la mente, oltre a far raggiungere i risultati che ci si è prefissati.
Mi ricordo di quando ero ad Honk Kong e stavo provando un passaggio difficile di una forma insieme ad un mio compagno di pratica israeliano: ad un certo punto l'israeliano chiese a Cheon Yee Keung come riuscire a far bene quel passaggio, dato che era da parecchio che lo provava senza risultati.
Il maestro indicò semplicemente me: io lo stavo ripetendo più e più volte, cercando di capirlo, di scomporlo, di eseguirlo a ritmo diverso, prima solo con il movimento delle gambe, poi le braccia, poi in maniera completa etc. etc.
Ero stanco, sudato fradicio, e i miei risultati erano penosi, ben peggiori di quelli dell'israeliano.
Ma Cheun Yee Keung indicò me, che mi muovevo goffamente.
L'israeliano sbuffò e andò a farsi una doccia, io continuai ad allenarmi.
Io alla fine riuscivo a fare quel passaggio, lui no.
Fatica. Impegno. Passione.
Ecco come raggiungere i risultati, almeno nelle arti marziali.

Se volete la "via veloce", prendetevi un libro, seguite quello che vi dice un dvd e imparate così.
Certo, meglio che niente.
Potrete illudervi di essere dei praticanti.
Illudervi di essere i nuovi Bruce Lee.
E vivrete felici nella vostra illusione, a meno che la Vita non decida bastardamente di mettervi un giorno alla prova.

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