Le Arti Marziali nella narrativa

02 Gennaio 2016
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Il Destino a volte fa incontrare nei modi più strani le persone che condividono le stesse passioni.

Oggi vorrei parlarvi di Christian Emanuele Lenzi e del suo libro.
Ma come, perchè parlare di un libro in un blog di Arti Marziali ?

Beh il libro si intitola "Muay Thai - L'Ultimo Sigillo" e si tratta non di un libro tecnico, ma di un avvincente racconto da cui traspare la passione e la filosofia di vita che le Arti Marziali hanno portato nella vita dell'autore.

Muay Thai l'Ultimo Sigillo

Due parole su Christian: è appassionato di arti marziali e fino a qualche anno fa anche praticante; ha iniziato con il Judo a 10 anni per poi passare alla Boxe Thailandese a 16, stile che ha portato avanti fino ai 34 (ndr:sono felice di correggermi, Christian ha da poco ripreso ad insegnare Boxe Thailandese!).
In parallelo ha praticato Yoga e meditazione e comunque si è sempre interessato alla storia e alla filosofia degli altri stili.
Ha studiato Riflessologia e MTC alla scuola di agopuntura di Firenze.

Insomma, non è certo quel tipo di praticante che intende il combattimento come uno scambio di calci e di pugni...

Facciamo allora a Christian qualche domanda, per conoscerlo meglio.

 

"Christian, da praticante di arti marziali a scrittore. Non succede spesso, come mai hai deciso di fare questo passo ?"

Bella domanda, considerando poi che non sono uno scrittore che ha deciso di scrivere un libro sulle arti marziali, ma un praticante che a un certo punto ha deciso di scrivere qualcosa.
 E il punto, forse il motivo principale che mi ha portato a scrivere, è qualcosa che è maturato negli anni, una specie di insoddisfazione latente che alla fine ha trovato la scrittura come forma per venire fuori.
 Sì, infatti è come se mi fossi ritrovato a scrivere questo romanzo...
 Non è nato da una scaletta iniziale dove era scritto nei dettagli il suo inizio, i vari capitoli da trattare e la fine e tanto meno mi sono messo a pensare a quali personaggi vi avrebbero preso parte.
Ho cominciato a scrivere e mentre scrivevo il tutto ha preso una forma per poi diventare un romanzo vero e proprio.
 Quando ho iniziato a praticare arti marziali nel 1985 avevo circa 10 anni e le discipline conosciute dalla maggior parte delle persone erano il Judo, il Karate ed il Kung Fu. Insomma, stili con un 'impostazione marziale classica dove esisteva una gerarchia ed un rispetto dettato dal colore della cintura, dove i nomi delle tecniche venivano appresi nella lingua originale e tutti i praticanti indossavano la stessa tenuta da allenamento.
 Poi con il passare degli anni tutto questo si è un po' perso, si è confuso fino a ritrovarsi in un mondo che non sembra neanche assomiglire lontanamente al modello originale. Prima bastava vedere la posizione di guardia per capire lo stile di appartenenza, adesso con tutto questo agonismo sembra che ognuno prenda da ogni disciplina quello che più gli fa comodo allontanandosi da ciò che veramente caratterizza il proprio stile.
 Forse per chi pratica le arti marziali cosiddette classiche la cosa è più semplice, ma per chi come me è passato alla boxe thailandese, con il tempo si è ritrovato in un mondo dove non era più tanto chiaro cosa si stesse facendo.
 Arte marziale o Sport da combattimento? Questo per molti anni è stato il vero dilemma.
Il mio primo Maestro veniva dal Karate e quindi le sue lezioni avevano lo stesso “sapore” delle arti maerziali che avevo praticato in precedenza, ma una volta smesso di insegnare lui... mi sono ritrovato a fare un qualcosa di molto occidentale, più simile al pugilato.
 A volte avevo l'impressione che il mio stile non fosse altro che Kick Boxing con ginocchiate e gomitate, altre volte, magari dopo aver partecipato ad uno Stage di un Thailandese mi sentivo un vero e proprio marzialista.
 Per concludere potrei quindi dire che questo libro sia quasi nato da un' esigenza personale di dare una collocazione a questo stile non tramite definizioni o trattati ma attraverso la narrazione di una storia.

 

"Penso che oggigiorno ci sia molta confusione sulla differenza tra arte marziale e sport da combattimento: mi diresti secondo te in cosa sono differenti e come vivi tu l'arte marziale ?"

Secondo il mio parere, e con questo non voglio dire che debba essere un'idea condivisa da tutti, le arti marziali sono fondamentalmente tutti quegli stili di combattimento sostenuti da una base filosofica.
Generalmente gli appassionati di arti marziali cercano qualcosa che va ben oltre il combattimento puro, il semplice scambio di colpi. Il praticante di arti marziali ricerca più una "via", una filosofia di vita, un qualcosa che porti ad una propria crescita personale.
Il combattimento di per sé sviluppa delle grandi qualità come il coraggio e la determinazione, ma lo studio dell'arte marziale secondo il mio punto di vista va a toccare anche un lato più sottile, spirituale.
Definirei quindi "sport da combattimento" tutti quegli stili "più moderni" privi di radici filosofiche dove l'atleta indirizza il proprio tempo e le proprie energie solo ed esclusivamente al combattimento.
Gli sport da combattimento sono infatti il risultato di un regolamento che vieta alcuni colpi o ne favorisce altri, di un'esigenza di non perdere tempo su tutte quelle tecniche che poi non sarebbero permesse in gara e quindi il cui studio porterebbe soltanto via tempo prezioso al raggiungimento di un obbiettivo. Il marzialista puro, al contrario considera tutti questi "aspetti inutili" come il pilastro portante del proprio stile.
A mio avviso però non esistono due gruppi dove sono riportati in maniera statica ed assoluta le varie discipline.
Certamente l'Aikido non può che essere inserito nella colonna delle arti marziali, ma quando si parla di tutte quelle discipline dove è prevista la pratica agonistica, non sempre chi indossa un kimono può considerarsi un marzialista.
Al contrario ho avuto modo anche di imbattermi in insegnati di Kickboxe che trasmettevano tramite il proprio stile una vera e propria arte marziale.
Il Muay Thai si è sempre trovato un po' nel mezzo: Arte marziale e sport da combattimento?
Sicuramente vista la sua storia e la filosofia che si muove alla sua base la considero un'arte marziale a tutti gli effetti ma qualora il praticante venga spinto ad indirizzare i propri sforzi solo ed esclusivamente nel combattimento... ahimè non si parla più di arte marziale, ma forse in questo caso non si potrebbe neanche parlare più di muay thai.

 

 

Le risposte di Christian mi sono piaciute molto: ma parliamo adesso del suo libro:
Il piccolo Jack e sua madre si trovano in Thailandia, quando la madre muore improvvisamente. A prendersi cura del bambino sarà Chan, un grande maestro di Muay Thai, che amerà Jack come un figlio, iniziandolo anche ai segreti più profondi di questa antica arte di combattimento. I due si perderanno a causa di un altro tragico evento per poi ritrovarsi dopo molti anni quando Chan salverà nuovamente Jack, ma questa volta dai suoi demoni interiori e da persone senza scrupoli che hanno sfruttato il suo talento nel Muay Thai e quello di altri ragazzi come lui, divenuti carne da macello per il business delle scommesse truccate. Grazie a Chan, il giovane ritroverà la forza e l'equilibrio necessari per ritrovare se stesso e per vincere il combattimento più importante della sua vita. La continua trasformazione dello Yin nello Yang, della calma in azione, il confronto tra un' antica conoscenza orientale, che contempla il libero susseguirsi degli eventi, e il mondo occidentale, che sembra voler sempre controllare tutto e tutti fanno da sfondo a questo avvincente romanzo dove niente è in realtà ciò che sembra...

Che dire a questo punto ? Buona lettura !

 

Riferimenti:
Amazon: Muay Thai. L'ultimo sigillo
Ibiskos: Muay Thai. L'ultimo sigillo

 

 

 

 

Ultima modifica il Mercoledì, 06 Gennaio 2016 15:35
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Fabio CaniggiaAutore: Fabio Caniggia
Artista Marziale, Blogger e Consulente Informatico.
Per il resto, "Chi sono io" è la domanda esistenziale – il koan – per eccellenza e non posso certo rispondervi in 2 righe !

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