Curiosando in cassetti che non aprivo da molto tempo, ho trovato un quaderno dove ho scritto dei miei pensieri durante il mio viaggio ad Honk Kong del 2001.
Per chi non conoscesse la mia storia nei particolari, posso dire che quello è stato un periodo molto particolare della mia vita.
Varie preoccupazioni riguardanti il mio lavoro, la mia vita di coppia, il mio rapporto sempre combattuto con i miei genitori turbavano la mia serenità.
Dopo una esperienza poco felice come lavoratore dipendente in una grossa ditta di informatica di Milano dove mi ero scontrato con i miei capi che volevano impormi di considerare le persone sotto di me come carne da macello, tornavo a fare il libero professionista, ma questa volta da solo, senza clienti: in pratica lo sentivo come un salto nel buio ma allo stesso tempo come una opportunità per seguire anche nel lavoro certi valori che volevo caratterizzassero la mia vita.
Dal punto di vista sentimentale, la relazione con la ragazza con la quale convivevo ormai da 3 anni era in crisi: avevamo allora deciso di cercare di condividere più cose, di passare più tempo insieme, a partire dalle vacanze estive che stavano arrivando che avremmo trascorso insieme a Cuba (sì, vabbè, il posto sbagliato per una vacanza di "coppia", ma fa niente).
Ma ecco, come un fulmine a ciel sereno, mi capita una occasione che non speravo e che non pensavo di meritare: l'opportunità di trascorrere 3 settimane ad Honk Kong, presso Cheun Yee Keung, il caposcuola Hung Gar. Era un sogno divenuto realtà.
Sicuramente se avessi accettato questo avrebbe messo in una crisi ancor peggiore la mia vita di coppia e avrebbe intaccato le mie scarse risorse economiche: fu una lunga e difficile decisione da prendere e dopo una riflessione di ben 10 minuti decisi di correre a comprare i biglietti d'aereo!
Vorrei condividere le pagine di questo diario: sono consapevole che magari per voi possano essere noiose o puerili, ma per me è un passo nel passato: le 3 settimane che hanno segnato in diversi modi la mia vita.

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