"Wu Te" significa "virtù marziale" o "codice di cavalleria", inteso come insieme di norme di comportamento e di vita.
Esso si basa sui seguenti capisaldi:Un praticante di arti marziali deve:
- Decoro
- Rettitudine
- Carità
- Umiltà
- Pazienza
- sostenere e coltivare il Wu Te
- evitare di immettersi arbitrariamente in un combattimento o usare le sue capacità per intimidire gli altri
- evitare di impegnarsi in discussioni senza necessità
- evitare di diffamare o sminuire gli altri
- essere sempre umile e modesto
- imparare a tollerare ed avere pazienza nei confronti di tutte le avversità; inoltre deve controllare la sua rabbia e le sue emozioni
- portare, tramite l'esempio, onore e rispetto alla sua arte
Questo è quanto anni fa mi è stato trasmesso dal mio istruttore di arti marziali; ma rileggendolo, mi sorgono spontanee delle domande: ho ben chiaro cosa questo significhi? Questi principi sono ancora validi al giorno d'oggi, in una società come la nostra e se sì, come si possono applicare?
A mio parere il Wu te o Wude, se correttamente compreso, ha una valenza molto forte anche ai nostri tempi.
Sicuramente si trova chi ne parla in giro, anche su internet.
Ad esempio vi consiglio di visitare il blog di Difesa Relazionale di un mio fratello di pratica dove potrete trovare parecchie riflessioni sull'etica delle arti marziali.
Poi si trovano pagine su facebook e "googlando" tantissimi articoli.
Ma cosa significa Wu Te per me ?
Non è facile dare una risposta non superficiale nella società odierna, soprattutto quella italiana, governata dal bunga bunga, dal grande fratello e da una cultura legata al potere, l'immagine, i soldi e la menzogna.
Partiamo dal significato dato dal dizionario:
Decoro: dignità che si manifesta nell'aspetto e nel contegno
Rettitudine: onestà di condotta, dirittura morale
Carità: sentimento che spinge a porgere aiuto a chi ne ha bisogno
Umiltà: virtù per cui l'uomo non si esalta dei propri meriti e riconosce i suoi limiti naturali
Pazienza: virtù di chi sopporta, anche a lungo, i mali, le avversità, le noie con serenità, rassegnazione, comprensione, tolleranza
Tante belle parole: infatti se ne parla spesso, ma metterle in pratica è un altro discorso...
Già solo pensare che la prima persona che ho considerato come mio "maestro" di arti marziali, più di 20 anni fa ha costruito una sua immagine di superuomo grazie alle sue caratteristiche fisiche, alla sua tecnica e alla sua personalità magnetica che nasconde la sua piccolezza come uomo.
Associare a lui l'umiltà è ridicolo, la pazienza è impossibile, la carità e la rettitudine scemano appena lo si frequenta al di fuori della palestra, il decoro crolla miseramente come ultima virtù quando lo si conosce bene.
E anche la seconda persona che ho chiamato "maestro" per anni non è certo immacolata: la pazienza e la carità non sono mai state delle sue "priorità", l'umiltà era venuta meno negli ultimi anni; quando poi mi si sono aperti gli occhi e ho visto quello che per anni ha fatto "davanti a tutti ma di nascosto", associare la rettitudine a lui è stato come dire che Hitler è stato un esempio di tolleranza.
Nonostante ciò cerco nella mia vita quotidiana di seguire questi principi.
Perchè ?
Per una ricompensa ultraterrena ? No.
Perchè in questa vita si ottengono dei benefici ? Mah, non penso.
Lo faccio perchè mi fa sentire in pace con me stesso, è coerente con la mia crescita e con la via che sto cercando di percorrere.
In poche parole, farlo mi fa sentire meglio!
Ma cosa faccio per seguirlo ?
Beh, il mio metodo personale consiste ogni mattina, dopo essermi svegliato dal coma, fatto le mie pratiche interne, divorato la colazione, nello scegliere una delle 5 "virtù" sopra elencate, fermarmi 30 secondi a chiedermi cosa significhi quella parola e poi cercare nella giornata di far guidare le mie azioni da quel principio.
Puerile, superficiale e stupido ?
Può essere, ma io lo faccio.
Voi cosa state facendo oggi per migliorarvi ?
“Chi vuole studiare l'arte deve innanzitutto rispettare l'etichetta (la ritualità, i riti), colui che vuole apprendere le tecniche marziali deve prima di tutto acquisire la virtù” (Weicheng xueyi xian xue li, weicheng xi wu xian xi de 未曾学艺先学礼,未曾习拳先习德);
“Se il cuore è retto il pugilato sarà corretto, se il cuore è deviato, il pugilato sarà parziale” (Xin zhengze quan zheng, xin wai ze quan pian 心正则拳正,心歪则拳偏);
“Il Gongfu è limitato, il benevolo non ha nemici” (Gongfu youxian, renzhewudi 功夫有限,仁者无敌);
“Per allenare la marzialità prima si deve allenare la morale, per insegnare all'uomo prima si deve insegnare al cuore” (Lian wu xian lian de, jiao ren xian jiao xin 练武先练德,教人先教心).

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