Qual'è l'arte marziale o lo sport da combattimento che più mi prepara per fare a botte in strada ?
Dopo quanti anni sarò pronto a difendermi per strada ?
Per strada è più forte uno che fa boxe, un karateka o un camionista ?
Queste sono delle domande ricorrenti che frullano nella testa dei ragazzotti che iniziano qualche pratica di arte marziale.
La televisione e i videogiochi cercano di convincerti che la via delle arti marziali sia facile e breve: troverai un grande maestro che ti insegnerà le mosse segrete grazie alle quali diventerai un super-uomo invincibile.
La realtà è ben diversa.
La maggior parte dei cosiddetti maestri ti prepara al più per i combattimenti sul ring (e spesso neanche tanto bene per questo).
E pochi si rendono conto che muoversi su un ring, con le sue regole, è ben diverso che affrontare una situazione di pericolo per strada.
Qualche esempio ?
Sei abituato a reagire quando qualcuno afferra una sedia e te la fa roteare in testa ?
Come ti difendi se ti trovi in ambienti angusti, tipo una metropolitana affollata e qualcuno ti aggredisce ?
Sai cavartela quanto ti attaccano contemporaneamente in più persone ?
Se arriva uno e cerca di tirarti una testata, te la sai cavare ?
Se ti lanciano addosso qualche oggetto ?
Hai mai tirato un pugno con tutta la tua forza senza guantini o guantoni o fasce ?
Cosa fai quando ti arriva un calcio tirato con gli anfibi ?
(.... e potrei andare avanti con molti altri casi...)
Il ring non ti prepara a tutto questo.
D'altronde siamo in una società che ha fretta: vogliamo vedere risultati subito e non ci rendiamo conto che le settimane, i mesi, anche gli anni sono tempi "piccoli" per le Arti Marziali.
In pochi anni si diventa cintura nera (come se le cinture non servissero solo a tener su i pantaloni e al massimo a fasciarti le anche e darti maggior consapevolezza del loro movimento) e quindi ci si sente "arrivati", pronti ad affrontare qualsiasi situazione.
Purtroppo succede spesso anche ai maestri di autoconvincersi di essere dei fenomeni, solo perchè ci si limita ad affrontare "sul ring" i propri allievi.
Troppo facile !
Il maestro ha il grosso vantaggio che l'allievo si sente spesso in soggezione e quindi non da il meglio di sè anche per non mancare di rispetto al suo maestro.
Inoltre è sempre il maestro a dettare le regole, dove ci si affronta, quando, con che protezioni, spesso imposta il ritmo.
Troppo, troppo facile.
Un pugno sul naso è una ottima medicina che ci dovrebbe aiutare a tornare con i piedi per terra.
Una medicina con poche controindicazioni, valida per allievi e per maestri.
Meglio un pugno sul naso che trovarsi ad affrontare impreparati una situazione più pericolosa.

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